Cosa mangia un Riccio selvatico: un alleato naturale per il nostro giardino

24 Luglio 2020 GIARDINO ,

Cosa mangia un Riccio

Cosa mangia un Riccio selvatico? Il Riccio comune (Erinaceus europaeus), detto anche riccio europeo, è un prezioso alleato per i nostri spazi verdi perché è un efficiente natural born killer di molti animali nemici dell’orto e del giardino: come limacce, lumache, invertebrati di ogni genere, fino a rettili, vipere (non teme i morsi velenosi) e topi. Nonostante il suo aspetto pacioso, il Riccio ha la spietata abitudine, dopo aver ucciso gli adulti, di dissotterrare i nidi per cibarsi dei cuccioli.

Uno dei capisaldi del giardinaggio biologico è proprio l’utilizzo dei nemici naturali dei parassiti del nostro giardino, come le Coccinelle contro gli Afidi e, appunto, i Ricci contro Lumache e Topi.

Il problema è che il Riccio è – giustamente – un animale protetto, quindi non possiamo né acquistarlo, né cacciarlo. Però possiamo creare degli spazi nel giardino, accoglienti e sicuri, in cui i Ricci possano scegliere spontaneamente di costruire una tana.

Cosa mangia un Riccio?

Un Riccio è lungo circa 25 cm e pesa circa 1 kg, anche se quando va letargo in inverno prende molto peso. L’olfatto è il suo senso principale, ma vede fino a 30 metri di distanza. È un animale notturno, non tanto per sua natura ma per adeguarsi alle abitudini delle sue prede in maggioranza notturne. Con la sua corazza di spine non corre pericoli durante il giorno a causa di predatori e non si fa problemi anche ad attraversare spazi liberi. Il suo eccesso di sicurezza è però anche il suo punto debole: la prima causa di morte prematura dei Ricci sono infatti le automobili; il Riccio si blocca e si appallottola come forma di difesa di fronte a un pericolo ed è il modo peggiore per affrontare un’auto che arriva a 70 km orari sulla provinciale.

Anche per questa ragione è importante creare uno spazio del giardino da dedicare ai Ricci selvatici: per evitare che debbano attraversare strade nel loro peregrinare alla ricerca di cibo.

Fra ottobre e aprile vanno in letargo e nei mesi precedenti è molto importante per i Ricci poter disporre del cibo necessario per superare l’inverno. Se non accumulano una quantità di grasso corporeo sufficiente rischiano di morire d’inedia in letargo.

Poiché prima di affrontare il letargo i Ricci sono soliti creare il proprio giaciglio con una buona quantità di muschio e foglio secche, possiamo mettere a disposizione questi materiali tra settembre e ottobre per rendere più accogliente il nostro giardino per questi simpatici alleati. Lo spazio per i Ricci dovrà essere un po’ disordinato, con rami e foglie come in un bosco naturale, possiamo anche costruire un piccolo riparo in legno e dovrà avere sempre a disposizione cibo e una ciotola d’acqua.

Ma torniamo alla domanda iniziale: cosa mangia un Riccio?

I Ricci sono onnivori e quindi mangiano di tutto. Ma la componente di insetti e invertebrati è molto importante: possiamo attirare questi animaletti utili nel nostro giardino con degli snack appositamente studiati per i Ricci e a base di insetti (crisalidi di baco da seta, larve della farina, locuste) e carne (gamberetti essiccati, carne e pesce).

Possiamo lasciare anche ghiande, bacche e frutta, che in caso di necessità sono gradite ai Ricci. Anche le verdure aiutano a variare la dieta: carote, piselli e fagioli vanno benissimo. Forniamo frutta e verdura una volta alla settimana: il Riccio ha bisogno di fibre ma non troppi zuccheri che possono sovraccaricare i reni o il cuore.

Se possedete un cane o un gatto, scoprirete che i Ricci sono molto ghiotti dei loro croccantini a base di pollo o carne. Contengono un alto contenuto di proteine (non più del 20-25% però) ed è un ottimo alimento per i Ricci.

Cosa non va bene

Dobbiamo invece assolutamente evitare latte e sottoprodotti poiché i Ricci non digeriscono il lattosio e possono incorrere in gravi problemi, anche mortali.

Evitiamo anche gli ortaggi troppo acidi come limoni, arance e pomodori che possono infastidire l’olfatto del Riccio.

Vanno evitati anche i cibi ricchi di amido (come riso, pasta, patate o castagne) così come è meglio evitare mandorle, nocciole, insaccati, dolci e prodotti da forno (pane, biscotti, ecc.).

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