Come coltivare le piante acidofile correttamente e prevenire la clorosi

17 Giugno 2022 CASA-TERRAZZO, GIARDINO , , , , , , , , , ,

coltivare le piante acidofile

Quando ci accingiamo a coltivare le piante acidofile dobbiamo considerare che questa particolari piante non amano un terriccio con pH neutro, ma lo preferiscono acido. Leggi questa notizia per scoprire come misurare e correggere il pH del terreno del tuo giardino!

Le piante acidofile sono molte più di quelle che immaginate. Perciò è bene informarsi prima dell’acquisto. Oltre alle classiche Azalee, Camelie, Gardenie e Ortensie, è bene sapere che sono acidofile anche la Dicentra, l’Erica, le Felci, gli Hamamelis, le Magnolie, i Mirtilli e la Skimmia.

È interessante sapere che non è un vezzo solo delle piante acidofile. Anche le Rose e gli Iris, al contrario, preferiscono un terreno alcalino rispetto a uno acido.

Ma cosa succede se coltiviamo una pianta acidofile in un terreno non abbastanza acido? Se il terreno è troppo alcalino, il contrario di acido, le radici delle piante acidofile non riescono ad assorbire alcuni elementi nutritivi, in particolare il Ferro. La mancanza di Ferro genera una fisiopatia chiamata clorosi, che si manifesta con il progressivo ingiallimento delle foglie. Leggi questa notizia per scoprire come prevenire e combattere la clorosi.

Come coltivare le piante acidofile in vaso

La coltivazione in vaso è facilitata poiché possiamo creare da zero l’habitat della nostra pianta acidofila.

Useremo anzitutto un terriccio specifico per acidofile all’atto del rinvaso dopo l’acquisto della pianta e del travaso periodico.

Inoltre integreremo periodicamente l’acidità del substrato con un fertilizzante liquido per acidofile. Va miscelato ogni 15 giorni all’acqua per l’irrigazione durante il periodo vegetativo o di fioritura, a seconda del tipo di pianta. Ogni famiglia ha esigenze differenti e dovranno essere rispettate.

Come coltivare le piante acidofile in giardino

La coltivazione delle acidofile in giardino può incontrare alcuni ostacoli, in funzione del pH del terreno. Se fosse poco acido, possiamo integrare della torba che concorre ad acidificare il terreno. Anche gli aghi di pino sono molto acidi: uno strato di pacciamatura ai piedi delle piante acidofile è l’ideale. Ma non è facile trovare aghi di pino.

Possiamo anche creare una aiuola rialzata, composta da terriccio per acidofile. In modo che la pianta cresca soprattutto nel substrato con un pH acido.

Sarà poi fondamentale un programma annuale di concimazione. Per la coltivazione in giardino sono più pratici i concimi granulari a lenta cessione per acidofile. Sarà sufficiente interrare leggermente i granuli 3 o 4 volte all’anno, all’inizio delle stagioni.

Per prevenire l’insorgere di clorosi e scoloritura delle foglie, è bene prevedere periodicamente l’uso di un rinverdente a base di Ferro. Si tratta di un prodotto liquido da miscelare con l’acqua e distribuire ai piedi della pianta.

Attenzione all’acqua

Anche l’acqua utilizzata per l’irrigazione o le nebulizzazioni fogliari è importante. Quella dell’acquedotto infatti è troppo calcarea e con il passare del tempo può diminuire l’acidità del suolo o del terriccio nel vaso. Anche per questa ragione è importante il programma periodico di concimazione.

Meglio usare acqua piovana o demineralizzata. Un’alternativa è di lasciar decantare l’acqua per un giorno in un annaffiatoio: in modo da far sedimentare sul fondo il cloro e calcare presenti.

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