Come coltivare il Rabarbaro

9 Aprile 2020 ORTO

coltivare il Rabarbaro

Coltivare il Rabarbaro è molto facile e produce una pianta molto decorativa con tanti fiorellini bianchi. Le sue coste hanno un sapore dolciastro e sono particolarmente apprezzate per realizzare dolci e marmellate.

Il Rabarbaro (Rheum undulatum) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Polygonaceae. Ha un robusto rizoma che ogni anno produce una pianta che può superare l’altezza di un metro. Le foglie, di grandi dimensioni, sono riunite in una rosa basale e hanno un picciolo lungo, cilindrico e carnoso.

Il Rabarbaro viene usato sia in cucina sia come medicinale. In cucina si usano solo i piccioli fogliari, dal sapore dolciastro e sono molto diffusi per realizzare torte dolci e salate, confetture o tagliato finemente nelle insalate. In cucina va usato con parsimonia poiché ha proprietà lassative e deve essere evitato dalle donne in gravidanza e in allattamento, così come va vietato ai bambini e ai malati affetti da problemi gastro-intestinali. Le foglie invece non vanno mai utilizzate poiché contengono un elevato tenore di acido ossalico, che può provocare nausea e vomito. In compenso l’acido ossalico rende le foglie indigeste anche per i parassiti.

Coltivare il Rabarbaro: attenzione all’irrigazione

Il Rabarbaro può essere seminato in marzo in un semenzaio in serra protetta. Le piantine possono essere poi trasferite nell’orto da aprile a giugno in una posizione soleggiata e con una distanza di 100 cm tra le file e tra le piantine. Tenete conto che il Rabarbaro si espande molto e la pianta produce tante coste.

Prima di trapiantare il Rabarbaro è bene concimare la aiuola dell’orto con un fertilizzante naturale come lo Stallatico Pellettato. Durante la crescita della pianta possiamo stimolare la crescita con un fertilizzante liquido azotato consentito in agricoltura biologica da miscelare all’acqua per l’irrigazione, ogni 15 giorni da aprile ad agosto.

La pianta produce tanto fiorellini bianchi che in seguito lasciano il posto ai frutti, che hanno la forma di piccole noci e contengono i semi.

L’irrigazione è importante e il terreno deve essere mantenuto umido: attenzione a non eccedere poiché i ristagni d’acqua provocano marciumi radicali e questa pianta ne è particolarmente soggetta.

Nei mesi primaverili tenete pulita l’aiuola ed estirpate periodicamente le erbacce che tolgono risorse alla pianta. In alternativa potete stendere uno strato di pacciamatura, con corteccia o lapillo, che impedisce la crescita delle piante indesiderate.

La raccolta si effettua da settembre a novembre, tagliando la costa alla base.

Il Rabarbaro resiste senza problemi anche nei mesi più freddi: in inverno le foglie deperiscono e si seccano ma la radice rimane viva e nella primavera successiva tornerà a germogliare.

10 Commenti

  • Salvo
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    La risposta sulla mia ricerca l’ho trovata esaustiva

    • Sementi Dotto
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      Bene!

  • Luisa
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    Mi hanno detto che si può anche metterlo in vaso sul terrazzo.

    • Sementi Dotto
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      Buongiorno, sì certo! Scelga però un vaso ampio e profondo poiché ha un robusto rizoma e la pianta può superare l’altezza di un metro. Attenzione alle foglie in presenza di bambini piccoli e animali domestici poiché sono tossiche (contengono acido ossalico). Buon giardinaggio!

  • CARLA
    -

    Grazie, le indicazioni sono ben comprensibili e spero di riuscire a avere belle piante perchè mi piace molto la marmellata dolce ma con un po’ di agro e amarognolo.

    • Sementi Dotto
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      Buongiorno, grazie per la tua testimonianza: noi facciamo il tifo per te! Buon giardinaggio!

  • Mariacristina
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    Si può raccogliere il rabarbaro fin dal 1° anno?

    • Sementi Dotto
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      Buongiorno, no, dal secondo anno. Buon giardinaggio!

      • Mariacristina
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        Ad aprile ho comprato una piantina di rabarbaro verde che ho trapiantato in terreno e ho raccolto i gambi appena sono cresciuti e incicciottiti. Man mano che li raccoglievo, li pulivo, tagliavo e surgelavo. Ho anche fatto una marmellata ottima. Ora leggo che nel primo anno non si deve utilizzare. Vorrei sapere perché è se in qualche modo è dannoso. Ne ho ancora parecchio surgelato e mi spiacerebbe buttarlo. Grazie.

        • Sementi Dotto
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          Buongiorno, il Rabarbaro è una pianta particolare e va usata con parsimonia poiché contiene acido ossalico. Se usato in eccesso ha forti proprietà lassative e provoca sintomi da intossicazione: l’uso è sconsigliato, se non vietato, per alcune persone e condizioni, come i bambini, le donne in gravidanza o chi ha malattie renali o calcoli alle vie urinarie. Per ridurre il rischio, si utilizzano soltanto i gambi che contengono meno acido ossalico (al contrario delle foglie) che vanno pelati e cotti o sbollentati (l’acqua di cottura va buttata!).
          Non sappiamo dove ha letto che dopo il primo anno non si può utilizzare. Se seminiamo in marzo il Rabarbaro, nel primo anno avremo una piantina molto piccola: forse per questa ragione è sconsigliato. Meglio far sviluppare bene la pianta e la radice per ottenere un raccolto più abbondante dal secondo anno. Ma non per problemi di salute.
          I nostri avi ci hanno insegnato che il Rabarbaro si raccoglie prima di San Giovanni, cioè il 24 giugno. Avevano ragione: le piantine giovani contengono meno acido ossalico e più andiamo verso l’estate e maggiore sarà la concentrazione. Di solito in luglio e agosto si sospende la raccolta, per poi effettuare l’ultima in autunno.
          In ogni caso, in presenza di dubbi e per patologie specifiche, le suggeriamo di chiedere un consiglio al suo medico: noi in fondo siamo un Blog dedicato all’agronomia! Buon giardinaggio!

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