Come coltivare il Pothos in appartamento

9 Settembre 2021 CASA-TERRAZZO

coltivare il Pothos

Possiamo coltivare il Pothos se stiamo cercando una pianta d’appartamento sempreverde da appendere e lasciar ricadere, anche in stanze poco illuminate.

Con il termine Pothos identifichiamo di solito la pianta Epipremnum aureum o Scindapsus aureus, da non confondere con il Filodendro scandens anche se lo ricorda.

Il Pothos è una pianta che può essere coltivata come rampicante, se fissata a un tutore, o ricadente se coltivata in un vaso sospeso lasciando cascare i rami.

È molto apprezzato come pianta d’appartamento anzitutto per le belle foglie decorative a forma di cuore, di colore verde chiaro con screziature gialle. Ma anche la facilità di coltivazione e il fatto di crescere anche in mezz’ombra sono gradite a molti green lovers!

Le screziature possono cambiare a seconda della varietà: lo Scindapsus aureus Golden Queen ha foglie quasi completamente gialle mentre lo Scindapsus aureus Marble Queen ha foglie macchiate di bianco.

Come coltivare il Pothos: temperature e luce

È una pianta di origine tropicale e quindi ama il caldo e teme il freddo sotto i 10°C. I nostri appartamenti sono quindi il luogo perfetto per coltivare queste piante.

Il Pothos adora la luce: più ne avrà e più grandi saranno le variegature sulle foglie. Attenzione però ai raggi solari diretti che possono ustionare le foglie: meglio posizionarla dietro una tenda leggera. Cresce bene anche in mezz’ombra o in ombra ma le foglie tendono a diventare verdi e perdere le variegature. Che si ampliano quando ricevo più luce: ma se esposte al sole diretto le foglie tendono a diventare pallide e scolorite.

Oltre ai raggi solari diretti dobbiamo prestare attenzione alle correnti d’aria fredda che possono bloccare lo sviluppo e determinare la perdita delle foglie. Non va quindi posizionata vicino a una finestra che apriamo spesso anche in inverno.

Di solito viene coltivato come rampicante, ancorando le radici aeree della pianta nel classico sostegno centrale ricoperto di muschio. In alternativa possiamo coltivare un paniere appeso, lasciando ricadere i rami.

Rinvasare e concimare il Pothos

Dopo aver acquistato la piantina possiamo procedere al rinvaso. Stendiamo sul fondo uno strato di biglie di argilla espansa per migliorare il drenaggio dell’acqua in eccesso e riempiamo il vaso un terriccio biologico.

Il terriccio contiene le sostanze nutritive per le prime settimane, in seguito dovremo prevedere un programma di concimazione. Possiamo utilizzare un concime granulare 4 volte all’anno, all’inizio di ogni stagione, oppure un fertilizzante liquido per piante verdi da diluire nell’acqua dell’irrigazione (ogni 15 giorni in primavera e in estate e 1 volta al mese in autunno e in inverno).

La concimazione è importante perché le foglie del Pothos tendono a crescere con passare degli anni. Le foglie più adulte possono raggiungere i 30 cm di lunghezza: il doppio di quelle più giovani.

Il Pothos va travasato ogni 2 o 3 anni, in un vaso leggermente più grande del precedente.

Come irrigare il Pothos

Il Pothos va irrigato con parsimonia: controlliamo che il terriccio risulti asciutto tra una bagnatura e l’altra. In linea di massima ogni 4-5 giorni in estate e 1 volta alla settimana in inverno.

Vanno evitati i ristagni d’acqua nel sottovaso e nei cachepot: producono marciumi e asfissie radicali che portano rapidamente alla perdita del ramo. Dopo l’irrigazione svuotiamo il sottovaso dall’acqua in eccesso.

Il Pothos adora invece l’umidità ambientale: vaporizziamo la chioma con acqua a temperatura ambiente periodicamente, anche ogni giorno in estate.

In occasione delle vaporizzazioni puliamo il fogliame con un panno morbido inumidito per togliere la polvere che inevitabilmente si depositerà.

Come potare il Pothos

Il Pothos non richiedere potature. Se vogliamo mantenere una certa forma e ringiovanire la pianta, possiamo tagliare i rami più lunghi, fino alla metà della lunghezza, all’inizio della primavera.

Attenzione agli animali domestici

Il Pothos è pericoloso per i cani e i gatti domestici. Contiene dei cristalli di ossalato di calcio che, se ingeriti accidentalmente, provocano bruciore alle mucose, irritazioni intense a lingua e labbra, salivazione eccessiva, difficoltà di deglutizione fino al vomito.

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