Come coltivare il Ficus benjamina in casa

22 Maggio 2020 CASA-TERRAZZO

coltivare il Ficus benjamina

Coltivare il Ficus benjamina non è difficile ed è una delle piante d’appartamento più vendute. Nelle zone più calde del sud Italia si può coltivare in piena terra e diventa un alberello, capace di produrre frutti non commestibili. Nelle foreste tropicali dell’Estremo Oriente, dove è considerata una pianta beneaugurante, raggiunge anche i 30 metri di altezza, ma in Italia è conosciuta soprattutto come pianta d’appartamento.

Il Ficus benjamina è una pianta molto apprezzata per le sue doti di eleganza, durata (anche 30 anni se trova l’ambiente adatto) e resistenza.

Un altro buon motivo per coltivare il Ficus benjamina è la sua capacità di assorbire gli inquinanti domestici presenti nell’aria delle nostre case. Attraverso gli stomi delle foglie la pianta assorbe le microparticelle inquinanti le intrappola nel fusto della pianta. Il Ficus benjamina è risultato particolarmente attivo nei confronti della formaldeide: ne assorbe 10 microgrammi ogni ora.

Coltivare il Ficus benjamina: quando perde le foglie e quando ingialliscono

Originaria dell’India tropicale, ha bisogno di ambienti interni molto luminosi e con buona umidità, dove diventa un vero e proprio piccolo albero. La temperatura non deve mai scendere sotto i 10°C. Ha bisogno di luce e temperature abbastanza elevate e costanti. In condizioni ambientali imperfette (poca luce, correnti d’aria, troppa acqua, ambiente troppo asciutto) tende a perdere le foglie, ma una volta eliminato il problema si riprende rapidamente.

La pianta va innaffiata ogni 10 giorni in inverno e ogni 5-7 giorni in primavera-estate. Non tollera i ristagni idrici, troppa acqua fa ingiallire le foglie. Eliminare l’acqua stagnante nel sottovaso se dopo mezz’ora non è stata assorbita.

Concimare ogni dieci giorni da aprile a settembre e ogni 20 giorni nel periodo invernale utilizzando un fertilizzante liquido per piante verdi.

Finché la pianta è giovane va rinvasata ogni anno per stimolarne lo sviluppo. Usiamo un vaso leggermente più grande e un terriccio universale. Quando la pianta sarà cresciuta possiamo rinvasarla ogni tre anni con l’obiettivo di sostituire il vecchio terriccio.

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