Come coltivare il Cotyledon tomentosa in vaso

3 Maggio 2024 CASA-TERRAZZO

coltivare il Cotyledon tomentosa

Il Cotyledon tomentosa è una delle oltre 15 specie di Cotyledon, un genere di piante succulente appartenenti alla famiglia delle Crassulaceae. È molto noto anche il Cotyledon orbiculata con foglie con i bordi arrotondati. Invece le foglie del Cotyledon tomentosa hanno i bordi frastagliati, tanto che negli Usa la chiamano “zampa d’orso”.

Si tratta di una pianta succulenta e ha foglie carnose leggermente arcuate: il nome Cotyledon deriva dal greco antico kòtile, che significa cavità, proprio per la forma concava delle foglie. Il colore delle foglie può variare da verde-argenteo fino al grigio chiaro e i bordi possono assumere un colore rossiccio se esposti al sole.

Come coltivare il Cotyledon tomentosa

Non tollera il freddo e dobbiamo coltivarlo in casa in una posizione esposta ai raggi solari. In inverno teniamolo lontano dalle finestre poiché teme gli spifferi di aria gelida. Scegliamo un luogo lontano da fonti di calore, come camini o caloriferi.

Dopo l’acquisto possiamo rinvasare il Cotyledon in un vaso o una ciotola poco profonde. Scegliamo sempre vasi dotati di fori di drenaggio dell’acqua sul fondo, poiché i ristagni sono molto pericolosi per tutte le piante succulente.

Stendiamo uno strato di argilla espansa sul fondo del vaso, per assicurare un buon drenaggio dell’acqua e impedire che gli eventuali ristagni d’acqua entrino in contatto con le radici. Quindi procediamo con il trapianto usando un terriccio specifico per piante grasse, che comprende sabbia silicea per favorisce un miglior drenaggio. Il rinvaso si effettua ogni 3 anni, con l’unico obiettivo di sostituire il vecchio substrato esausto con un nuovo terriccio specifico per piante grasse.

In natura queste piante crescono in luoghi semi-desertici, dove le piogge sono rare ma molto abbondanti. Durante il periodo delle piogge hanno la capacità di trattenere l’umidità nei tessuti interni delle foglie, per poi usarla durante i periodi di siccità. Perciò è una pianta che tollera bene brevi periodi di siccità e al contrario teme i ristagni d’acqua. È sbagliato irrigare poco ma molto frequentemente; meglio farlo più raramente ma in modo profondo: al termine lasciamo scolare bene tutta l’acqua in eccesso prima di riporre il vaso sul sottovaso o nel cachepot.

Il terriccio esaurisce rapidamente le sostanze nutritive. In seguito dovremo fornire un fertilizzante liquido specifico per piante grasse, da diluire nell’acqua per l’irrigazione. È sufficiente farlo 1 volta al mese durante il periodo vegetativo: sospendiamo le concimazioni nei 3 mesi invernali.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *