Come coltivare il Carciofo Romano

8 Gennaio 2021 ORTO

coltivare il Carciofo Romano

Coltivare il Carciofo Romano non è difficile come potrebbe sembrare. È una pianta della famiglia delle Compositae e presenta un apparato radicale rizomatoso, carnoso e molto sviluppato. Le foglie sono lunghe, lobate, con piccioli e costole carnosi mentre i fiori sono di colore viola-bluastro.

Il Carciofo Romano ha capolini grossi, globosi e con bratte spesse. Ha una forma tondeggiante, di colore verde con sfumature violacee ed è senza spine.

Coltivare il Carciofo Romano: temperature e semina

Il Carciofo Romano predilige un clima temperato con un inverno mite ed esposizione soleggiata e riparata. La temperatura ottimale per la crescita è tra i 18°C e i 20°C, con minima di 4/5°C.

È consigliabile effettuare la rotazione delle colture e non coltivare per più di 4-5 anni i Carciofi nella stessa aiuola dell’orto.

Si semina all’aperto in aprile o maggio quando la temperatura minima raggiunge gli 8°C. Se abbiamo una serra possiamo anticipare la semina a marzo per poi mettere a dimora le piantine nell’orto quando le temperature salgono.

Le piante diventano molto grandi, quindi abbiate cura di distanziare bene le piantine: almeno 100 cm tra le piante e 100-150 cm tra le file.

Si raccoglie da gennaio a luglio a seconda del clima. Di solito nei mesi freddi si raccoglie nel centro e sud Italia mentre si attende l’inizio della primavera nelle regioni settentrionali.

Mentre nel sud possiamo coltivare la carciofaia all’aperto, al centro-nord può essere necessario allestire delle coperture di protezione per le piante nei mesi più rigidi.

Tecniche di coltivazione

Il terreno prediletto dai Carciofi è leggermente alcalino, con un PH tra 6,5 e 7, ed è opportuno preparare il letto di semina con attenzione e con qualche settimana di anticipo rispetto alla semina o alla messa a dimora.

Durante la vangatura del letto di semina, che ha lo scopo di rendere più soffice e poroso il substrato, possiamo incorporare una abbondante dose di concime naturale, come lo stallatico pellettato.

In seguito la concimazione si effettua a fine estate utilizzando un fertilizzante a lenta cessione per orto.

Durante la primavera dovremo prevedere degli interventi di sarchiatura dell’aiuola per eliminare le erbacce che potrebbero togliere risorse alle giovani piantine. Quando le piante saranno cresciute, dovremo effettuare la cosiddetta scarducciatura che prevede la rimozione delle foglie più grande che potrebbero togliere i raggi del sole alle piante vicine.

Le irrigazioni devono essere costanti ma non eccessive poiché i ristagni d’acqua possono danneggiare il corretto sviluppo delle piante.

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