Come coltivare il Bosso: il re delle siepi

19 Luglio 2019 GIARDINO ,

coltivare il bosso

Coltivare il Bosso è relativamente facile ed è la pianta da siepe sicuramente più versatile. Ma può essere coltivato anche come cespuglio o come alberello. Il Bosso (Buxus sempervirens) è una pianta dalle antichissime origini ed era sacro nell’antica Grecia. È anche il re dell’arte topiaria: cioè quella tecnica che scolpisce la forma delle piante attraverso la potatura per creare forme geometriche o sculture. Il Bosso, con le sue piccole foglie, è la pianta che maggiormente si presta per creare facilmente forme geometriche.

Possiamo scegliere fra diverse varietà di Bosso, ognuna con caratteristiche particolari: il Bosso Elegantissima ha un fogliame variegato molto folto, il Blauer Heinz tende al blu, il Pyramidalis è quella più adatta per l’arte topiaria, mentre la Latifolia Pendula ha portamento pendulo.

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Coltivare il Bosso: niente ristagni per evitare malattie fungine

Sempreverde longevo, rustico e molto adattabile, è un arbusto elegantissimo grazie al fogliame folto e minuto e al portamento compatto. Cresce bene sia in piena terra sia in vaso, come esemplare singolo e come siepe.

Pianta estremamente tollerante, vive bene sia in pieno sole sia all’ombra totale, dove la crescita rallenta e la foglia è più scura. Resiste tanto al caldo estivo quanto agli inverni gelidi: resiste fino a -15°C.

Da aprile a ottobre il terriccio va mantenuto appena umido, innaffiando con moderazione. Curare bene il drenaggio ed evitare ristagni idrici soprattutto in vaso, perché favoriscono marciumi radicali e attacchi fungini. Va innaffiato anche in inverno, se il clima si mantiene asciutto e non gela.

Per la concimazione possiamo somministrare a fine inverno uno stallatico pellettato o un fertilizzante granulare a lento rilascio ogni 3-4 mesi. In primavera si consigliano concimazioni ricche in azoto, per favorire lo sviluppo di nuova vegetazione.

Se viene coltivato in contenitore, si rinvasa ogni 2 anni in primavera.

Ha un nemico naturale e si chiama Piralide del Bosso (Cydalima perspectalis): colpisce anche altre piante ma soprattutto i Bossi e li porta fino al disseccamento totale. Si tratta di un nemico moderno, figlio della globalizzazione e del trasporto merci: è arrivato in Germania nel 2008 dall’Asia all’interno di alcune piante e si è rapidamente riprodotto. In Italia è stato avvistato per la prima volta nell’estate del 2011. La Cydalima perspectalis è un lepidottero e in forma adulta è una farfalla biancastra: il problema è rappresentato dalle larve che, appena uscite dalle uova, si cibano delle foglie. Si riproduce 2/3 volte all’anno, a seconda del clima e depongono le uova a gruppi di 10-20 nella pagina inferiore delle foglie. Le larve sono di colore verde con capo nero e sono facilmente riconoscibili dalle striature nere e bianche disposte lungo il corpo. Oltre alle foglie rosicchiate, possiamo riconoscere la presenza della Piralide anche per dei fili simili a una ragnatela. In caso di attacco è importante intervenire subito con un insetticida specifico per la Piralide.

Attenzione è velenoso

Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi velenosi se ingeriti: fare attenzione se ci sono bimbi piccoli o animali domestici.

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